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BPCO: ridurre l'infiammazione cronica

BPCO: ridurre l'infiammazione cronica

Più impariamo a conoscere la BPCO, più ci rendiamo conto che si tratta di una malattia con conseguenze che vanno ben al di là dei soli polmoni. Sebbene la BPCO interessa, in primo luogo, il sistema respiratorio, gli effetti che si verificano al di fuori dei polmoni – spesso indicati come effetti extra-polmonari o sistemici – sono importanti da considerare quando si discute con il medico su come affrontare la malattia.

Infiammazioni: tutte buone o tutte cattive?

L’infiammazione è una risposta normale, ma complessa, che può essere facilmente ridotta ad essere totalmente buona o totalmente cattiva. È positiva quando è acuta (a breve termine). L’infiammazione svolge un ruolo nella protezione e nella guarigione del corpo dopo una lesione o un’infezione. Una volta che il processo di guarigione raggiunge un certo stadio, il sistema immunitario si calma e l'infiammazione si risolve generalmente da sola.

Ma le infiammazioni hanno anche un lato negativo. Quando sono croniche (prolungate), possono rivelarsi silenziose e distruttive. Si verificano quando la risposta infiammatoria è sproporzionata rispetto alla minaccia che il corpo sta cercando di contrastare, o quando viene diretta contro un bersaglio inadeguato. L’infiammazione cronica ha un effetto di disturbo di lunga durata sul corpo, che può protrarsi per giorni, mesi o addirittura anni.

BPCO e infiammazioni croniche

La BPCO è caratterizzata da una risposta infiammatoria eccessiva anomala dei polmoni agli inquinanti e ai gas nocivi che possono essere inalati. Anche se il fumo da tabacco è uno dei principali colpevoli in questo processo, l’inquinamento atmosferico e le sostanze presenti nell’aria stantia sono altri fattori che contribuiscono.

Ma i polmoni non sono gli unici organi che sono influenzati dagli effetti dannosi della BPCO, la malattia è associata allo stesso modo ad anomalie in altri organi. Gli effetti extra polmonari (al di fuori dei polmoni) descritti in seguito, sono quelli più studiati:

  • Infiammazioni sistemiche. Si ritiene che contribuiscano ad aggravare la BPCO in coloro a cui è stato diagnosticato lo sviluppo di malattie coesistenti.
  • Anomalie nutrizionali. Sono comuni nella BPCO e spesso portano ad una perdita di peso inspiegabile. Anche se la causa esatta della perdita di peso nella BPCO non è ben compresa, gli esperti ritengono che un tasso metabolico più alto di quello ritenuto normale (a causa di farmaci e/o infiammazione sistemica) che non provochi contemporaneamente un aumento del consumo di calorie svolga un ruolo importante.
  • Disfunzione dei muscoli scheletrici. È caratterizzata da affaticamento muscolare, disuso muscolare, perdita di massa muscolare, spreco di energie e atrofia muscolare. Assieme al fiato corto, contribuisce notevolmente, per molti pazienti affetti da BPCO, all’impossibilità di tollerare attività fisica.
  • Effetti supplementari sugli organi. I più comuni coinvolgono il cuore, il sistema nervoso e il sistema scheletrico. Malattie coronariche, insufficienza cardiaca, depressione e osteoporosi sono solo alcune delle conseguenze collegate all’infiammazione sistemica da BPCO.

Infiammazione: cosa fare a tal proposito?

Al fine di ridurre le infiammazioni nel corpo, è necessario evitare quelle cose che la provocano e si sono dimostrate deleterie. Molto importante, questo include lo smettere di fumare e l’eliminazione o la limitazione del consumo di alcolici.

Cambiare la propria dieta è importante. Alcune persone ritengono che mantenere una rigorosa dieta “anti-infiammatoria” aiuti ad evitare questo problema. Anche se ciò deve essere ancora comprovato da alcune ricerche, questo tipo di dieta assimila la necessità di fare scelte alimentari migliori, tra cui:

  • Molta frutta e verdura fresca
  • Consumare grassi sani, come gli olii di oliva e canola
  • Mangiare piccole porzioni di frutta a guscio e a seme
  • Mangiare più pesce, tra cui salmone, sgombro, sardina e aringa
  • Evitare o limitare le carni rosse

Cosa dire riguardo agli integratori alimentari?

Anche se l’uso degli integratori alimentari non è ufficializzato e sono necessari ulteriori studi in merito alla loro sicurezza ed efficacia prima di eventuali raccomandazioni, quanto segue può essere interessante, se applicato in merito alle infiammazioni:

  • Unghia di gatto (Uncaria tomentosa). Può contribuire ad alleviare dolori articolari, artrite reumatoide e dolore da osteoartrite del ginocchio
  • Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens). Molto usato in Europa come agente anti-infiammatorio. Può essere efficace nel trattamento a breve termine del dolore associato con osteoartrosi.
  • Mangostano (Garcinia mangostana). Gli studi suggeriscono possa avere proprietà antiallergiche, antibatteriche, antimicotiche, antistaminiche e qualità anti-infiammatorie.
  • Cardo Mariano (Silybum marianum). Può avere un effetto protettivo sul fegato e rimuovere o bloccare le sostanze nocive. Può migliorare la funzionalità degli organi in persone con malattie epatiche croniche e di infiammazione al fegato.

NOTA BENE: Sono necessari ulteriori studi per confermare il ruolo nella nutrizione dato da integratori alimentari per il trattamento di infiammazioni croniche. Prima di modificare la vostra dieta o di cominciare a prendere integratori, discutetene con il vostro medico.

Esercizio fisico: può aiutare?

È ben riconosciuto come l’esercizio fisico sia un fattore importante per ridurre il rischio di molte malattie croniche. Ma lo sapevate che può anche svolgere un ruolo chiave per ridurre le infiammazioni? In uno studio pubblicato dalla rivista Circulation dell'American Heart Association, 4289 partecipanti sono stati seguiti per un periodo di 10 anni per determinare l'effetto dell'attività fisica sull’infiammazione. Fin dall'inizio, i partecipanti che erano fisicamente più attivi hanno mostrato più bassi marcatori di infiammazione che sono rimasti stabili nel tempo. Quando lo studio si è concluso, il 49% di coloro che occupavano almeno 2,5 ore a settimana con attività fisica moderata o vigorosa ha mantenuto bassi i livelli di infiammazione rispetto ai partecipanti meno attivi.

Quali tipi di esercizi sono più efficaci nel ridurre l'infiammazione? Gli studi suggeriscono che la combinazione di esercizio aerobico con resistenza o allenamento con i pesi può massimizzare i benefici anti-infiammatori.

Rivolgiti al medico per iniziare un programma di esercizio sicuro per te e che soddisfa il tuo attuale livello di fitness.

Postato su 04/11/2014 Home, Informarsi meglio, Tutti gli articoli 0 4265

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