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Avere un saturimetro a casa è importante?

Pubblicato4 Settimane fa 368

Puntualmente vengono pubblicati articoli dove si consiglia l'uso dei pulsossimetri anche a coloro che non presentano nessuna sintomatologia: ecco spiegato il perché.


1- Rileva un parametro chiave per il Covid


Il vero problema del Covid è la polmonite interstiziale, una particolare tipologia di polmonite che si sviluppa nell’interstizio polmonare, impedendo il corretto scambio gassoso e compromettendo la corretta saturazione sanguigna. Come il Professor Richeldi, presidente della Società italiana di pneumologia, spiega nelle pagine di Repubblica: “Se mi chiama un paziente malato, che ha febbre, tosse e fa fatica a respirare, gli chiedo di controllarsi con il saturimetro: Se ha 99% la polmonite non c'è […] se è a 85% (percentuale di saturazione sanguigna, dato rilevato dai saturimetri) lo vado a visitare o lo mando al pronto soccorso".


2-  È l’unico modo per riconoscere “l’ipossemia silente”


È una pericolosa condizione in cui i pazienti presentano tutti i segni clinici dell'ipossia (ossigenazione del sangue bassa prima di tutto) ma non possiedono alcun sintomo evidente. La persona, ignara di tutto, non si accorge di avere questa problematica fino a quando non subentra una vera e propria crisi respiratoria.
Di questa condizione ne avevamo già parlato in un articolo 


3 - Permette un’azione tempestiva in caso di necessità


I pulsossimetri sono stati inventati quasi 50 anni fa e con il tempo si sono evoluti fino a diventare tascabili, facili da utilizzare, indolori ed economici. Tutto questo lo possiamo tradurre in facilità di utilizzo (più di un termometro, basta infilare il dito e aspettare il risultato), ideale per misurazioni casalinghe e fai da te, permettendo di fornire un quadro clinico più chiaro al proprio medico in caso la saturazione si abbassasse sotto ad una certa soglia.


Come si usa?

La maggior parte dei saturimetri in commercio sono a forma di pinzetta con un piccolo display, dove vengono mostrati i parametri misurati come l’SpO2 (la saturazione emoglobinica arteriosa) e la frequenza cardiaca. I valori fisiologici, espressi in percentuale, dell’SpO2 sono compresi tra il 99% e il 95%. Valori inferiori compresi tra il 90% e il 94% possono indicare una lieve ipossia, mentre percentuali al di sotto del 90% indicano una severa deficienza di ossigeno.


Conclusioni


Non essendoci alcun tipo di vaccino pronto, le uniche "armi" a nostra disposizione sono due: la prevenzione utilizzando mascherine, gel, norme d’igiene e distanziamento sociale, e il monitoraggio del proprio stato di salute mediante test sierologici, tamponi e dispositivi come questo.

 

 

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