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BPCO e insufficienza cardiaca

BPCO e insufficienza cardiaca

Una delle più frequenti domande circa le malattie polmonari è anche una delle più sconcertanti: perché le persone che soffrono di BPCO hanno il respiro corto nonostante abbiano una normale lettura pulsossimetrica? Perché la BPCO raramente rimane una patologia isolata, dobbiamo guardare non solo i polmoni per trovare la risposta.

BPCO e insufficienza cardiaca cronica

Secondo l’”American College of Cardiology”, l’insufficienza cardiaca e la BPCO sono legate sul lungo termine da condizioni di salute in comune. Quando entrambe si verificano, è spesso difficile distinguere quale è la causa dei sintomi. Dato che i sintomi di entrambe le malattie si sovrappongono – e spesso si verificano assieme – è importante per le persone con BPCO che soffrono anche di dispnea sotto sforzo, tosse e apnee durante la notte, sottoporsi ad un esame fisico completo per determinare se i sintomi sono legati alla BPCO, all’insufficienza cardiaca o ad entrambe.

Cos’è l’insufficienza cardiaca?

L’insufficienza cardiaca si verifica quando il cuore non è più in grado di pompare un sufficiente ammontare di sangue attraverso il corpo. Similmente alla BPCO, le persone con insufficienza cardiaca possono essere stabili o manifestare acutizzazioni (periodi di tempo in cui i sintomi peggiorano). Ci sono molte condizioni che possono portare a insufficienza cardiaca; in primis su tutte, ci sono le malattie coronarie.

Quando in cuore è troppo debole per pompare abbastanza sangue a cellule, tessuti ed organi, ogni sistema nell’organismo ne è affetto: debolezza muscolare, occasionale perdita di peso, fatica e fiato corto sono i più comuni, mentre le attività fisiche diventano esponenzialmente più difficili.

In che modo l’insufficienza cardiaca può modificare la saturazione dell’ossigeno?

La saturazione dell’ossigeno indica quanto ossigeno il sangue sta trasportando. È usualmente misurata con un pulsossimetro, un piccolo dispositivo che viene attaccato all’ultima falange del dito. Quando le persone con una BPCO stabile (cioè che non soffrono di occasionali peggioramenti) soffrono anche di insufficienza cardiaca, non è insolito per loro subire mancanze di respiro, anche avendo valori di saturazione stabili. Questo perché, anche se il volume di sangue pompato dal cuore diminuisce, il livello di saturazione non ne è affetto immediatamente. Con il passare del tempo, la mancanza di ossigeno colpisce gli altri organi, fino ad arrivare ai polmoni e, solo allora, il livello di saturazione eventualmente diminuisce.

Anomalie muscolo-scheletriche

Alzandosi dal letto, vestendosi, facendosi la doccia, andando a lavorare, facciamo conto sui muscoli scheletrici per tutte le attività giornaliere. I muscoli scheletrici si trovano in tutto il corpo. Il loro ruolo primario è quello di sostenere lo scheletro e di muovere volontariamente le ossa. Quando i nostri muscoli sono in forma e tonici, compiere le attività quotidiane è un gioco da ragazzi; quando invece sono affaticati da un disuso prolungato, ogni attività si rivela una vera sfida.

Sebbene la BPCO colpisca principalmente i polmoni, le anomalie muscolo-scheletriche sono una conseguenza secondaria della malattia. Mancanza di respiro e stanchezza, sintomi comuni della BPCO, sono spesso la causa che limita l’attività fisica nei pazienti, per paura di peggiorare la dispnea. Questo circolo vizioso di prolungata inattività, affaticamento e incremento della mancanza di respiro dovuta agli sforzi, porta alla diminuzione della tonicità muscolare e alla debolezza. Rimanere immobili per lunghi periodi di tempo causa la lenta diminuzione della dimensione dei muscoli scheletrici, cosa che può sfociare nell’atrofia o nel deperimento.

In che modo le anomalie muscolo-scheletriche modificano il livello di saturazione?

Quando i tuoi muscoli sono chiamati ad eseguire un qualunque compito di carattere fisico, devono lavorare sodo, e questo determina un incremento della richiesta di ossigeno; questo è il motivo per cui esercitare il proprio corpo provoca un aumento del battito cardiaco. Al contrario, utilizzare muscoli deboli per svolgere le stesse attività fisiche richiede molto più sforzo, sfociando in una maggiore stanchezza e mancanza di respiro, sensibilmente di più rispetto all’utilizzo di muscoli maggiormente idonei. Prendete come esempio il salire tre rampe di scale; anche se siete persone moderatamente attive, è probabile che vi troviate a sperimentare un piccolo grado di dispnea una volta raggiunta la cima. Ora, immaginate che i vostri muscoli siano indeboliti da una prolungata inattività; semplicemente, anche solo alzarsi da una sedia e attraversare la stanza provocherebbe affanno.

A differenza della mancanza di respiro provocata da varie compromissioni polmonari, la dispnea causata da anomalie muscolo-scheletriche non sempre si può correlare con il livello di saturazione dell’ossigeno. Ciò significa che è del tutto normale sperimentare affanno senza che si possa notare una minima diminuzione nel livello di saturazione.

Esercizio: combattere l’affanno

La risposta alla dispnea da BPCO, insufficienza cardiaca e/o disfunzione muscolo-scheletrica è l’esercizio. L’”American College of Cardiology” riporta che le persone che hanno BPCO e insufficienza cardiaca assieme, sono le prime candidate per esercizi di riabilitazione. Per di più, le anomalie muscolo-scheletriche possono essere completamente risolte partecipando a programmi di esercizio fisico e di riabilitazione cardiopolmonare.

Postato su 21/10/2014 Home, Informarsi meglio, Tutti gli articoli 0 2108

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