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Ossigeno: flusso continuo o pulsato?

Ossigeno: flusso continuo o pulsato?

Una delle domande che ci viene posta più spesso è: "siamo sicuri che il flusso pulsato di ossigeno dei concentratori portatili vada bene?"

La domanda è assolutamente lecita, ma per rispondervi è necessario fare alcune premesse.

Innanzitutto è bene sottolineare che l'Italia è rimasto uno dei pochissimi paesi europei ancora legato alla terapia con ossigeno liquido: in qualsiasi pneumologia o centro specializzato vi sentirete rispondere che l'unica "medicina" per le malattie respiratorie è costituita dall'ossigeno liquido. 

L'ossigenoterapia liquida in Italia e nel mondo

La terapia con l'ossigeno liquido è stata introdotta in Italia negli anni '80 e da allora si è radicata (e diffusa) nella nostra penisola con sempre maggior forza, fino a diventare l'unica terapia prescritta e riconosciuta.
Se negli anni '80 e '90 era una rivoluzione (in senso positivo), oggi la terapia con ossigeno liquido costituisce una zavorra da cui il paese non riesce a liberarsi, con un aggravio di costi per il sistema sanitario nazionale e soprattutto con un impoverimento della qualità di vita dei pazienti.

E il resto del mondo ci sta sorpassando: i concentratori di ossigeno rappresentano il futuro, ma in molti paesi sono già una concreta realtà. Negli Stati Uniti i pazienti trattati con i concentratori di ossigeno sfiorano il 70%, in Germania siamo prossimi al 40%....in Italia meno dello 0,5%.

La svolta dei concentratori di ossigeno

A questo punto la risposta alla domanda iniziale è quasi ovvia: In Italia è considerato migliore il flusso continuo, ma solamente perchè è l'unico conosciuto. Al contrario nei paesi sopracitati gli stessi pazienti, con le stesse patologie e le stesse problematiche, vengono curati con il flusso pulsato.
Diversi studi hanno dimostrato che i concentratori di ossigeno portatili negli ultimi hanno compiuto passi da gigante: se prima infatti non erano in grado di saturare, era pesanti e in più molto rumorosi, gli ultimi dispositivi sul mercato hanno rappresentato un incredibile salto di qualità che sta letteralmente cambiando l'approccio alla terapia ventilatoria in diversi paesi.

Sono sopratutto i concentratori Inogen One a segnare il passo: questi dispositivi infatti saturano esattamente come l'ossigeno liquido, pesano meno degli stroller ed hanno un livello di rumorosità assolutamente accettabile.

Il flusso pulsato pertanto rimane un ostacolo principalmente psicologico, ma non clinico: i walking test comparativi dimostrano che i concentratori Inogen One hanno una resa clinica pari o, in alcuni casi, superiore all'ossigeno liquido. Con gli ovvi vantaggi che un dispositivo dall'autonomia virtualmente illimitata può avere.

L'unico dubbio rimane per la terapia notturna: di notte infatti tendiamo a respirare sia con la bocca che con il naso, pertanto l'effusione di ossigeno dalla bombola rappresenta un vantaggio rispetto al concentratore, con cui è possibile ricevere ossigeno solo dal naso.

Conclusioni

Il concentratore portatile di ossigeno rappresenta la soluzione migliore per coloro che soffrono il vincolo della bombola e degli spostamenti. E' inoltre la soluzione ideale per chi vuole imparare a respirare "meglio", riabilitando il proprio apparato respiratorio ad un utilizzo ottimale. Tuttavia, per il solo uso notturno, rimane consigliabile l'utilizzo dell'ossigeno in flusso continuo (da bombola o da concentratore stazionario) per le caratteristiche di respirazione che ci contraddistinguono.

Postato su 21/10/2014 Home, Consigli pratici, Tutti gli articoli 3 3248

3 Commenti

  • BARBARA

    BARBARA 03/10/2018 Rispondi

    BUONGIORNO MIA MADRE UTILIZZA UN CONCENTRATORE DI OSSIGENO MODELLO INOGEN ONE G3 HF , E DAL PNEUMOLOGO è STATO PRESCRITTO OSSIGENOTERAPIA 1LT/M IN RESPIRO SPONTANEO MENTRE 4 LT/M SOTTOSFORZO , PERTANTO CHIEDO LA CORRISPONDENZA NELL'USO DEL FLUSSO PULSATO
    grazie
    • Amministrazione OxyStore

      Amministrazione OxyStore 05/10/2018 Rispondi

      Buongiorno,
      la corrispondenza tra flusso continuo è flusso pulsato non è esatta e purtroppo è strettamente dipendente dal modello di concentratore che si sta utilizzando.
      Nel caso di Inogen One G3 si va da una corrispondenza quasi esatta a bassi flussi (es. 1 l/min = impostazione 1) ad uno scarto di circa 1 litro a flussi più alti (es. 4 l/min = impostazione 5).
      Nella sua specifica situazione, consigliamo comunque di impostarlo a 2 a riposo e a 5 sotto sforzo.
      Inoltre, il modello G3 potrebbe essere relativamente limitato durante l'uso sotto sforzo, pertanto potreste provare a considerare un Inogen One G2 oppure uno Zen-O Lite, qualora doveste avere problemi.
      Cordiali saluti
  • ciro murolo

    ciro murolo 14/09/2016 Rispondi

    per cortesia vorrei una risposta certa alla mia domanda sto in ossigenoterapia ad un flusso continuo a riposo a 4 lt al minuto mentre sotto sforzo devo usare 6,o 7 atm esiste un portatile che faccia realmente al caso mio? qualcuno mi ha parlato di sequal eclipse 5


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