A questo punto la risposta alla domanda iniziale è quasi ovvia: In Italia è considerato migliore il flusso continuo, ma solamente perché è l'unico conosciuto. Al contrario nei paesi sopracitati gli stessi pazienti, con le stesse patologie e le stesse problematiche, vengono curati con il flusso pulsato.
Diversi studi hanno dimostrato che i concentratori di ossigeno portatili negli ultimi hanno compiuto passi da gigante: se prima infatti non erano in grado di saturare, era pesanti e in più molto rumorosi, gli ultimi dispositivi sul mercato hanno rappresentato un incredibile salto di qualità che sta letteralmente cambiando l'approccio alla terapia ventilatoria in diversi paesi.
Sono sopratutto i concentratori Inogen One a segnare il passo: questi dispositivi infatti saturano esattamente come l'ossigeno liquido, pesano meno degli stroller ed hanno un livello di rumorosità assolutamente accettabile.
Il flusso pulsato pertanto rimane un ostacolo principalmente psicologico, ma non clinico: i walking test comparativi dimostrano che i concentratori Inogen One hanno una resa clinica pari o, in alcuni casi, superiore all'ossigeno liquido. Con gli ovvi vantaggi che un dispositivo dall'autonomia virtualmente illimitata può avere.
L'unico dubbio rimane per la terapia notturna: di notte infatti tendiamo a respirare sia con la bocca che con il naso, pertanto l'effusione di ossigeno dalla bombola rappresenta un vantaggio rispetto al concentratore, con cui è possibile ricevere ossigeno solo dal naso.