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L'Ossigenoterapia

L'Ossigenoterapia

Introduzione

L’ossigenoterapia è una terapia che introduce nell’organismo del paziente una quantità supplementare di ossigeno: l’ossigeno serve all’organismo per funzionare bene e, in condizioni normali, sono i polmoni che lo assorbono dall’aria, tramite la respirazione. Esistono però alcune patologie e alcuni disturbi che impediscono al paziente di assorbire una quantità sufficiente di questo gas.

L’ossigenoterapia può aiutare il paziente a sentirsi meglio e a essere più attivo. L'ossigeno viene fornito in bombole di metallo oppure in altri tipi di contenitori. Attraversa un tubicino e raggiunge i polmoni in uno dei modi seguenti:

  • tramite cannula nasale, formata da due piccoli beccucci di plastica, collocati uno per narice,
  • tramite maschera facciale, che copre il naso e la bocca,
  • tramite un tubicino inserito nella trachea alla base del collo (il medico pratica un’incisione per inserire il tubicino. La terapia che somministra l’ossigeno in questo modo è detta ossigenoterapia transtracheale).

L’ossigenoterapia può essere praticata in ospedale, in ambulatorio oppure a domicilio. Se il paziente ha bisogno di questa terapia per patologie o disturbi cronici, probabilmente l’ossigenoterapia sarà domiciliare.

Apparato respiratorio

Per capire come funziona l’ossigenoterapia, può essere utile conoscere il funzionamento dell’apparato respiratorio, cioè dell’insieme di organi e tessuti che servono per respirare. L’apparato respiratorio comprende le vie respiratorie e i polmoni.

Le vie respiratorie permettono il passaggio dell’aria ricca di ossigeno diretta verso i polmoni. Attraverso di esse passa anche l’anidride carbonica (il gas di rifiuto) che esce dai polmoni.

L’aria entra nell’organismo attraverso il naso o la bocca, che la umidificano e la riscaldano; poi attraversa la laringe e la trachea. La trachea si divide in due tubi più piccoli, detti bronchi, che sono collegati ai polmoni.

All’interno dei polmoni, i bronchi si diramano in migliaia di tubicini più piccoli e più stretti, detti bronchioli. Al termine dei bronchioli troviamo tanti grappoli di minuscole sacche (gli alveoli).

Ciascun alveolo è ricoperto da una rete di minuscoli vasi sanguigni (capillari), collegati a una rete di arterie e di vene che fanno circolare il sangue in tutto l’organismo.

Quando l’aria raggiunge gli alveoli, l’ossigeno in essa contenuto attraversa le pareti degli alveoli e va a finire nel sangue che circola nei capillari.

Il sangue ricco di ossigeno, poi, raggiunge il cuore, attraversando la vena polmonare e le sue diramazioni. Il cuore pompa il sangue ricco di ossigeno verso i vari organi.

Alcune patologie e alcuni disturbi acuti (di breve periodo) e cronici (di lungo periodo) possono influire negativamente sullo scambio dell’ossigeno tra gli alveoli e il sangue: tra di essi ricordiamo la polmonite e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Il medico deciderà se il paziente deve sottoporsi all’ossigenoterapia a seconda dei risultati degli esami, ad esempio dell’emogasanalisi (EGA) e della pulsiossimetria. Questi esami servono per misurare la quantità di ossigeno presente nel sangue: se il livello di ossigeno è troppo basso, il paziente deve ricorrere all’ossigenoterapia.

L’ossigeno è considerato un farmaco, quindi per riceverlo è necessaria la prescrizione del medico.

Prognosi

L’ossigenoterapia aiuta molti pazienti a vivere una vita più piena e più attiva. Può inoltre essere utile per:

  • diminuire la sensazione di mancanza di fiato e l’affaticamento,
  • migliorare la qualità del sonno nei pazienti che soffrono di disturbi del sonno connessi alla respirazione,
  • aumentare la speranza di vita nei pazienti affetti da BPCO.

L’ossigenoterapia può essere necessaria sul lungo periodo, tuttavia non deve limitare le attività quotidiane del paziente. Le bombole di ossigeno portatili possono rendere più facili gli spostamenti e lo svolgimento delle normali attività.

L’ossigenoterapia in generale è sicura, ma può presentare il di rischio di incendio: per usare l’ossigeno in sicurezza, seguite le istruzioni che vi verranno impartite dagli infermieri a domicilio.

Per chi è indicata

Il medico può consigliarvi l’ossigenoterapia se il livello dell’ossigeno nel sangue è molto basso.

Disturbi e patologie acuti

I pazienti possono ricevere l’ossigenoterapia se sono ricoverati in ospedale per una patologia grave che impedisce loro di ricevere una quantità sufficiente di ossigeno nel sangue. Una volta guariti, probabilmente la terapia sarà interrotta.

Tra i disturbi e le patologie per cui può essere necessaria l’ossigenoterapia ricordiamo:

  • Polmonite grave. La polmonite è l’infezione di uno o di entrambi i polmoni. Se è grave, causa l’infiammazione profonda degli alveoli, che quindi non riescono a scambiare una quantità sufficiente di ossigeno con il sangue.
  • Attacchi di asma gravi. L’asma è una patologia polmonare che infiamma e fa restringere i bronchi. La maggior parte dei pazienti che soffre di asma, compresi molti bambini, riesce a gestire i sintomi in tutta sicurezza, tuttavia, se gli attacchi d’asma sono gravi, il paziente può aver bisogno del ricovero in ospedale per l’ossigenoterapia.
  • Sindrome da distress respiratorio o displasia broncopolmonare nei bambini nati prematuri. I neonati prematuri possono soffrire di una o di entrambe queste gravi malattie polmonari. Come parte della terapia, possono ricevere l’ossigeno tramite un ventilatore o una mascherina nasale a pressione positiva continua, oppure tramite cannula nasale.

Disturbi e patologie cronici

L’ossigenoterapia può essere usata sul lungo periodo per curare alcuni disturbi e alcune patologie, ad esempio:

  • BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva). La BPCO è una malattia progressiva in cui le lesioni agli alveoli impediscono il passaggio di una quantità sufficiente di ossigeno nel sangue. L’aggettivo “progressiva” significa che la patologia tende a peggiorare con l’andare del tempo.
  • Insufficienza cardiaca grave. In questo disturbo il cuore non è in grado di pompare una quantità sufficiente di sangue ricco di ossigeno per soddisfare le necessità dell’organismo.
  • Fibrosi cistica. La fibrosi cistica è una malattia ereditaria delle ghiandole esocrine, tra cui quelle che producono il muco e il sudore. Nei pazienti che soffrono di fibrosi cistica le vie respiratorie si riempiono di muco denso e appiccicoso, che facilita la proliferazione dei batteri, causando infezioni polmonari gravi e ricorrenti. Con il passare del tempo, le infezioni possono danneggiare gravemente i polmoni.
  • Disturbi respiratori connessi al sonno che fanno abbassare il livello di ossigeno durante il sonno, ad esempio l’apnea nel sonno.

Come funziona

L’ossigenoterapia fornisce al paziente una quantità supplementare di ossigeno, un gas indispensabile per il corretto funzionamento dell’organismo. L’ossigeno è disponibile in diverse forme e può essere somministrato in diversi modi.

Modalità di conservazione

L’ossigeno è conservato in tre modi: come gas compresso, come liquido o come forma concentrata ricavata dall’aria.

L’ossigeno compresso è immagazzinato in bombole di metallo di diverse dimensioni. Alcune di esse sono abbastanza piccole e quindi il paziente le può portare tranquillamente con sé, in un carrellino, in una borsa o in uno zainetto.

L’ossigeno liquido è molto freddo. Quando esce dal contenitore, si trasforma in gas. L’ossigeno liquido viene consegnato a domicilio del paziente, in un contenitore grande, da cui è possibile travasarlo in contenitori più piccoli.

Il vantaggio dell’ossigeno liquido è che i contenitori occupano meno spazio rispetto a quelli dell’ossigeno compresso o concentrato, tuttavia l’ossigeno liquido costa di più ed evapora facilmente, quindi non lo si può conservare troppo a lungo.

I concentratori di ossigeno filtrano gli altri gas presenti nell’aria e immagazzinano soltanto l’ossigeno. Sono di dimensioni diverse, e alcuni di essi sono anche portatili.

I concentratori di ossigeno costano meno rispetto agli tipi di ossigenoterapia, anche perché non hanno bisogno della ricarica di ossigeno, funzionano tuttavia a energia elettrica, quindi il paziente deve avere con sé una scorta di ossigeno in caso di blackout.

Sistemi di somministrazione

Nella maggior parte dei casi l’ossigeno viene somministrato tramite cannula nasale, un dispositivo formato da due tubicini di plastica che si inseriscono in entrambe le narici.

Per tenere la cannula in posizione, il paziente può sistemare le estremità più lunghe dietro le orecchie oppure attaccarle a una specie di mascherina a forma di occhiale che serve per nascondere i tubicini. I tubicini, poi, fanno il giro dietro le orecchie e si uniscono sotto il mento, dove sono attaccati al tubo che esce dal contenitore dell’ossigeno.

Al posto della cannula nasale può essere usata la mascherina che copre la bocca e il naso. Questo metodo è usato soprattutto nei casi in cui il paziente ha bisogno dell’ossigenoterapia ad alto flusso o se il naso è chiuso a causa di un raffreddore.

La mascherina facciale è tenuta in posizione da un elastico che cinge il capo o da tubicini che passano dietro le orecchie. L’ossigeno viene somministrato attraverso un tubicino collegato alla parte anteriore della maschera.

L’ossigeno può anche essere somministrato mediante un tubicino inserito nella trachea, tramite incisione praticata nella parte anteriore del collo. Per posizionare il tubicino, il medico praticherà un’incisione col bisturi. Questa modalità di somministrazione dell’ossigeno è detta ossigenoterapia transtracheale.

I pazienti che ricevono l’ossigenoterapia transtracheale devono avere un umidificatore collegato al sistema di somministrazione dell’ossigeno, perché il gas non attraversa il naso o la bocca come nelle altre modalità di somministrazione. L’umidificatore serve per umidificare l’ossigeno e impedire che le vie respiratorie si secchino troppo.

L’ossigeno, inoltre, può essere somministrato mediante dispositivi che aiutano la respirazione, come il ventilatore a pressione positiva continua (CPAP).

Prima della terapia

Se vi trovate in una situazione d’emergenza (incidente grave, sospetto infarto o altri eventi che possono mettere in pericolo la vostra vita) con ogni probabilità dovrete iniziare immediatamente l’ossigenoterapia.

Negli altri casi, invece, il medico deciderà se avete bisogno dell’ossigeno terapia in base ai risultati degli esami. L’emogasanalisi e la pulsiossimetria sono in grado di misurare la quantità di ossigeno presente nel sangue.

Durante l’emogasanalisi viene inserito un piccolo ago in un’arteria, di solito in quella del polso: viene prelevato un campione di sangue inviato poi in laboratorio, dove viene misurato il livello dell’ossigeno.

Nella pulsiossimetria viene collegato un piccolo sensore alla punta di un dito delle mani o dei piedi. Il sensore usa la luce per stimare la quantità di ossigeno contenuta nel sangue.

Se gli esami indicano che la quantità di ossigeno nel sangue è troppo bassa, il medico può prescrivervi l’ossigenoterapia. Nella prescrizione il medico indicherà il numero di litri di ossigeno al minuto necessari al paziente (flusso) e la frequenza d’uso dell’ossigeno.

La frequenza d’uso comprende il momento in cui dovrete usare l’ossigeno e la durata della terapia. A seconda delle condizioni del paziente e del livello di ossigeno nel sangue, potreste aver bisogno dell’ossigeno solo in certi momenti, ad esempio durante il sonno o l’esercizio fisico.

Se il medico vi prescrive l’ossigenoterapia, vi aiuterà a trovare chi vi fornirà a domicilio l’ossigeno e le apparecchiature necessarie.

Durante la terapia 

In caso di emergenza, ad esempio dopo un incidente, un presunto infarto o altri eventi che potrebbero mettere in pericolo la vostra vita, con ogni probabilità dovrete iniziare immediatamente l’ossigenoterapia.

Durante il ricovero in ospedale, il medico vi visiterà e vi controllerà, per accertarsi che stiate ricevendo la giusta quantità di ossigeno. Durante l’ossigenoterapia sarete assistiti dagli infermieri o dai terapisti della respirazione.

Se dovete ricevere l’ossigenoterapia a domicilio, chi vi fornisce l’ossigeno vi aiuterà ad allestire tutte le apparecchiature.

Infermieri specializzati vi insegneranno come usare le apparecchiature e come prendervi cura di esse; vi forniranno l’ossigeno e vi insegneranno come maneggiarlo in condizioni di sicurezza.

L’ossigeno è infiammabile, quindi dovrete seguire particolari precauzioni di sicurezza. Pur non essendo esplosivo, è comunque infiammabile, quindi, in presenza di ossigeno, un piccolo incendio può andare velocemente fuori controllo. Le bombole d’ossigeno compresso, inoltre, possono esplodere se esposte a fonti di calore.

Chi vi consegna l’ossigeno a domicilio vi darà un elenco di precauzioni da osservare in casa e nei luoghi pubblici. Ad esempio, se avete con voi l’ossigeno:

  • non dovete fumare o stare vicini a persone che fumano,
  • non dovete usare i diluenti per vernici, i detersivi, il gasolio, gli spray e altri materiali infiammabili,
  • dovete stare ad almeno un metro e mezzo di distanza dalle stufe a gas, dalle candele e dalle altre fonti di calore.

Quando l’ossigeno è inutilizzato, va tenuto in luoghi ampi e areati. Non conservate mai le bombole di ossigeno compresso e di ossigeno liquido in luoghi piccoli e non areati, ad esempio negli sgabuzzini, dietro le tende o vicino ai tappeti o ai tessuti infiammabili.

Dai contenitori dell’ossigeno fuoriescono sempre piccole quantità di gas che si possono accumulare e diventare quindi pericolose se l’ossigeno viene conservato in luoghi troppo ristretti.

Complicazioni ed effetti collaterali

L’ossigenoterapia può causare complicazioni ed effetti collaterali, ad esempio:

  • secchezza nasale,
  • epistassi,
  • irritazione cutanea dovuta alla cannula o alla mascherina,
  • affaticamento e mal di testa mattutini.

Se i problemi continuano, avvisate il medico e gli infermieri. A seconda del problema, il medico può modificare la quantità di ossigeno o la durata della terapia.

Se avete il naso troppo secco, il medico vi può consigliare uno spray nasale, oppure può aggiungere un umidificatore all’apparecchiatura di somministrazione.

Se la cannula o la mascherina sono scomode, gli infermieri vi possono aiutare a trovarne di più comode, oppure vi possono consigliare gel e dispositivi utili per diminuire l’irritazione.

Le complicazioni dell’ossigenoterapia transtracheale possono essere più gravi. In questo tipo di ossigenoterapia, l’ossigeno viene somministrato tramite un tubicino inserito direttamente nella trachea tramite una piccola incisione praticata nella parte anteriore del collo.

Nell’ossigenoterapia transtracheale:

  • Si possono formare accumuli di catarro nella trachea, perché l’ossigeno secca le vie respiratorie. Il muco può provocare la tosse e ostruire la trachea.
  • Il tubicino può scivolare o rompersi.
  • C’è il pericolo di infezioni.
  • C’è il pericolo di lesioni alle pareti della trachea.

Il rischio di complicazioni diminuisce maneggiando correttamente e con cura il tubicino e le altre apparecchiature.

Sorveglianza continua

Per essere certi di ricavare il massimo beneficio dall’ossigenoterapia, dovete andare dal medico regolarmente. Il medico controllerà i vostri progressi e, se necessario, modificherà la terapia.

Non prendete mai iniziative per modificare la quantità di ossigeno che state assumendo o il flusso di ossigeno. Parlate sempre dei problemi o degli effetti collaterali con il medico: solo lui è in grado di consigliarvi come modificare la terapia.

Chiedete al medico quando è opportuno contattare lui e quando il pronto soccorso, in caso di emergenza. Il medico può darvi consigli su che cosa fare se:

  • Avete il respiro più corto del solito, soffrite di dispnea o il respiro è diverso dal solito.
  • Avete la febbre, avete più catarro del solito o presentate i sintomi di un’infezione in corso.
  • Avete le dita delle mani o le labbra bluastre. Sono sintomi del fatto che il vostro organismo non sta ricevendo una quantità sufficiente di ossigeno.
  • Siete in stato confusionale, siete irrequieti o più ansiosi del solito.

In caso d’emergenza, recatevi immediatamente al pronto soccorso oppure chiamate il 118.

 

Se vuoi saperne di più riguardo l'elemento che ci tiene in vita, clicca qua: L'Ossigeno 

Se vuoi saperne di più riguardo i concentratori di ossigeno, clicca qua: I Concentratori di Ossigeno 

Questo argomento è trattato in maniera più approfondita su wikipedia, di cui questo articolo è un estratto

Postato su 29/08/2014 Home, Informarsi meglio, Tutti gli articoli 0 2714

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