Come già indicato, la correlazione tra apnee notturne e reflusso è ancora tutta da verificare e studiare.
Il punto in comune sembra però quel momento in cui si passa da una respirazione difficoltosa all'apnea vera e propria. In questa fase, inconsciamente, chi soffre di apnea notturna tenta automaticamente di superare il blocco che non permette il passaggio dell'aria tramite uno o più grossi sforzi inspiratori.
Questo sforzo involontario e istintivo porta quindi a un aumento della pressione delle basse vie aeree aumentando la stessa a causa dell'ostruzione. Un abbassamento di pressione che si trasmette all'esofago, che subendo la stessa e la conseguente depressione al suo interno va a "risucchiare" il contenuto gastrico, generando un episodio di reflusso gastroesofageo.
Ecco quindi che la scienza e la dinamica dei fluidi possono spiegare un collegamento fino a oggi solo ipotizzato ma ancora mai provato dal punto di vista medico.